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Non sono un fotografo professionista; sono semplicemente qualcuno a cui piace osservare e documentare la natura intorno alla sua piccola casa di villeggiatura nella splendida regione del Malcantone in Ticino (Svizzera). Nel corso degli anni, un animale in particolare ha catturato la mia attenzione più di ogni altro tra i vari visitatori e residenti non umani nel mio giardino, perché la sua bellezza esotica e le sue dimensioni considerevoli (può raggiungere i 45 cm, compresa la coda) attirano immediatamente lo sguardo: il ramarro occidentale (lacerta bilineata), che i ticinesi chiamano "ghezz" o "sghezz".

Nel dialetto locale il verbo "sghezzare" significa "spaventare", e posso vedere come è nato quel nome per l'animale: questo piccolo drago "sgargiante" non solo è molto più grande di tutte le altre lucertole della regione, ma con i suoi colori sbalorditivi - in particolare durante la stagione degli amori - il suo aspetto è così insolito che in un primo incontro inaspettato (se per esempio corresse improvvisamente attraverso il tuo corso) ti potrebbe sicuramente dare un bel spavento.

 

In quanto a me, quando ho visto un ramarro per la prima volta pensavo che questa doveva essere una creatura sfuggita a uno zoo, perché un rettile talmente esotico fuori da una giungla tropicale (e nel mio orto di tutti i posti) mi sembrava decisamente fuori luogo.

Invece però, il ramarro appartiene tanto alla fauna locale quanto sua cugina più piccola, la lucertola muraiola (podarcis muralis), e anche se è molto più raro della sua parente meno eccentrica e di solito fugge immediatamente quando viene avvicinato, con un po’ 'di pazienza (e impiegando l'arte elevata dell'approccio furtivo che io ho perfezionato ;-) è possibile osservarlo da vicino e catturarlo con la fotocamera. Inoltre, ho trovato i ramarri piuttosto intelligenti; osservano attentamente ciò che li circonda e sembrano molto curiosi di ciò che accade nel loro territorio.

Infatti, in più di un'occasione in cui stavo rovistando nel giardino (tagliando l'erba o strappando le erbacce dall'orto), mi sono inaspettatamente trovato al centro d'attenzione di un ramarro maschio che è emerso dal suo nascondiglio per osservare con occhio critico ciò che stava succedendo nel suo habitat.

 

In queste occasioni i ramarri non sono fuggiti; nonostante tutto il mio rumore e il mio movimento frenetico sono rimasti lì e mi hanno scrutato, e, una volta che avevo interrotto la mia attività e mi avevo ritirato a una certa distanza, potevo persino osservare come poi sono andati a "ispezionare" attentamente il terreno, proprio come se stessero cercando di scoprire cosa fosse cambiato.

So che gli umani tendono ad umanizzare il comportamento animale (e ovviamente sono colpevole di questo anch'io), ma per essere onesti è difficile non farlo quando vedi questi occhi tanti espressivi di un "ghezz" da vicino. Ho anche scoperto che questi animali adattano il loro comportamento nei confronti degli umani nel tempo. Per esempio, una volta che hanno deciso che non sei una minaccia diventano più tolleranti della tua presenza e fuggono solo quando il tuo approccio è improvviso e inaspettato.

So dai video di Youtube che ci sono persone che sono riuscite a guadagnare la fiducia dei ramarri al punto in cui li hanno fatti mangiare dalle loro mani o addirittura sono riusciti ad accarezzarli, cosa che non ho mai provato a fare. Sono contento di osservare il loro comportamento naturale, e sono più che felice se riesco a scattare una buona foto ogni tanto - che poi posso condividere con persone che come me apprezzano la bellezza della natura.

 

E questo, ragazzi, è proprio lo scopo di questo blog: condividere le foto di questo bellissimo animale (e occasionalmente altri visitatori del mio giardino della varietà non-homo-sapiens-sapiens) con persone interessate.

Tutte le foto che trovate qui sono state scattate dentro e intorno al mio giardino e raffigurano solo animali selvatici (e per i "nerd" tra di voi: la fotocamera che ho usato è una Canon PowerShot SX 700 HS). Come già accennato, non sono un fotografo professionista, quindi vi prego di scusare la qualità talvolta inconsistente delle immagini.

 

Devo anche aggiungere che non sono né biologo né esperto di lucertole (anche se una mia amica ha cominciato a chiamarmi "ghezzperto" ;-), quindi se notate che ho sbagliato la descrizione di una foto, non esitate a farmelo sapere. Okay, questo sarebbe tutto; spero che vi piacciano queste foto, e non essere timido nel usare la sezione commenti se avete voglia di farmi conoscere ché ne pensate o se avete domande.